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“A De Angelis negati i diritti umani”, o del sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro: il revisionista che mancava

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L’affermazione è forte: “A De Angelis negati i diritti umani”, e solo a pensarla ci vuole coraggio. Roba per stomaci forti, mica femminucce. E il maschio governo della presidente del Consiglio che pretende di essere chiamata al maschile salvo poi, nella sua infinita magnanimità, lasciare liberi di scrivere come si vuole – troppo buona – è un maschio governo i cui ministeri, non tutti, ma fin troppi, sono stati riempiti in questi dieci mesi di solerti funzionari plaudenti alle gesta dei reduci dell’estremismo di destra.

Perché l’essere nostalgici è una cosa seria, mica come passare dal capire che il comunismo di Stalin è stato un’immonda porcata e bisognava staccarsene e anche in fretta, in quei tempi là, no. L’essere nostalgici è una missione che permette di tornare a quei tempi là e di straparlare di negazione dei diritti umani, così: per difendere De Angelis che si sa difendere da solo, nonostante l’indifendibilità delle sue affermazioni.

Ecco dunque il sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro, il revisionista che mancava, prendere le parti dell’uomo che può discutere le sentenze (e infatti non si discute di questo, ma del ruolo istituzionale che ricopre e del fatto che le sue non possono essere espresse come opinioni personali, a meno che Regione Lazio e Governo Meloni non la pensino allo stesso modo, e allora lo dicano) con una frase storica: “A De Angelis negati i diritti umani”. Le acrobazie verbali si sprecano, ad esempio Claudio Barbaro afferma, in qualità di sottosegretario all’Ambiente, che “quando l’11 gennaio del 1923 venne costituito ufficialmente il Parco nazionale d’Abruzzo i governanti di allora regalarono all’Italia un luogo unico in cui preservare la biodiversità e conservare la nostra storia”. Ricorda Repubblica, noto luogo di dittatori che negano le libertà fondamentali, un po’ come noi ed altri che praticano il nostro mestiere di censori, fustigatori e istigatori di limitazioni delle libertà personali – quello che queste destre fanno con i figli di due madrie e di due padri, per capirci – che quel parco nazionale che Barbaro si mette in bocca lo si deve a Erminio Sipari, pioniere della conservazione della natura in Italia nonché deputato radicale del Regno per quattro legislature, di cui le ultime due durante il periodo fascista.

Ma al di là dei Barbaro e dei De Angelis, il punto focale è un altro: la presidente Meloni da che parte sta?

 

 

(8 agosto 2023)

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